03
Giu

Il Luppolo non solo per la birra

Il nome del genere Humulus deriva dal latino e significa umido, in riferimento ai terreni umidi su cui vegeta bene la pianta. Lupulus invece è, secondo Plinio, il diminutivo di lupus salicarius, per la tendenza della pianta di attorcigliarsi attorno a giovani salici che crescono nei luoghi umidi, ostacolandone la loro crescita e facendoli morire. Secondo alcuni autori il Luppolo, manifesterebbe un’azione sedativa più significativa se inalato: infatti tale pianta appartiene alla stessa famiglia della marijuana.
I coni del Luppolo possiedono proprietà amare ed aromatiche che li rendono efficaci nell’alleviare  i disturbi allo stomaco, in particolare quelli di origine nervosa.
Sono note anche  le proprietà sedative del Luppolo da un punto di vista clinico. Gli estratti ottenuti dalle infiorescenze femminili, risultano utili nel trattamento dell’ insonnia di origine nervosa e stati di ipereccitabilità e tensione. I coni del Luppolo manifestano anche proprietà estrogeniche grazie alla presenza di sostanze ormonosimili di tipo estrogenico (gli estrogeni sono i principali ormoni sessuali femminili) e quindi sono un rimedio molto utile nel trattamento dei disturbi della menopausa; l’uso regolare della pianta può contribuire ad attenuare i sintomi, per esempio le tipiche vampate di calore.
Nella tradizione culinaria veneta le cime delle piante giovani (chiamate con il termine dialettale  bruscandoli) vengono raccolte e mangiate come asparagi, ottime all’interno di risotti e primi piatti.

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